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Lunedì 30 agosto
20.30 Chiesa di S. Giuseppe
“Una cosa sola”
Rappresentazione teatrale tratta dalla Lettera pastorale regia di Fausto Ghirardini con Fausto Ghirardini e un gruppo di giovani attori bresciani - a cura di Carlo Susa Presentazione artistica della chiesa di S. Giuseppe
a cura di don Giuseppe Fusari, Museo diocesano |
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Descizione dell'evento
L'idea di partenza è quella di sviluppare teatralmente l'immagine tratteggiata da mons. Monari nella parte introduttiva della Lettera: il Cenacolo, visto come momento di fondazione e punto di riferimento costante della comunità cristiana. In questo senso, poter contare su un gruppo di giovani interpreti è fondamentale per cercare di riflettere sul concetto stesso di comunità come esigenza 'folle' e affascinante di coniugare esigenze individuali e collettive, sfruttando diverse possibilità espressive. Il gruppo di attori può interpretare quello dei discepoli al quale Cristo stesso, poche ore prima della sua morte e risurrezione, affida il compito di far vivere la prima comunità cristiana della storia, e che sperimenta sin dal primo istante la potenza e le difficoltà, le gioie e i dolori sottesi al processo che porta individui differenti a scegliere di vivere in comunione. Il teatro, grazie alla sua vocazione mimetica e metaforica, può, non solo dirci, ma mostrarci questo processo; può farci intravvedere qualcosa del momento fondativo; può suggerirci - grazie, ad esempio, a degli attori che interpretano parti diverse rimanendo se stessi - la continuità della relazione che lega noi, uomini battezzati di oggi, ai primi discepoli di Cristo. Il teatro può guidare nella comprensione di come l'amore e la Grazia di Dio consentano ai cristiani di essere «una cosa sola» divenendo «Corpo di Cristo», e di incarnare una prodigiosa forza rivoluzionaria che ha segnato la storia dell'umanità. |
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Martedì 31 agosto 18.00 Palazzo della Congrega, Via Mazzini 5
“Le opere della Carità nella comunità bresciana”
Mario Taccolini, presidente della Congrega
Presentazione artistica della chiesa della Congrega della carità apostolica
a cura di don Giuseppe Fusari, Museo diocesano |
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Descizione dell'evento All’interno della settimana di “Chiesa nella città” evento particolare sarà la visita artistica della chiesa della Congrega della carità apostolica a cura di don Giuseppe Fusari, direttore del museo diocesano. La presentazione sarà abbinata alla relazione di Mario Taccolini, presidente della Congrega, su “Le opere della Carità nella comunità bresciana”.
Le radici della Congrega risalgono ai “consorzi caritativi” fondati in ciascuna delle nove parrocchie della città nel 1230 dal vescovo Bartolomeo Guala ed in seguito unificati tra il 1535 e il 1538 assumendo la denominazione di Congrega del Dom oppure di Congrega delle Quarantore.
L’appellativo “Apostolica” derivò sia dal fine primario della Confraternita, cioè promuovere il bene spirituale, religioso e materiale del prossimo, sia dalla modalità di radunarsi dei Confratelli, ispirata all’esperienza delle primitive comunità cristiane. La “Regola” (Statuto) originale risale al 1578. Da questo momento l’Istituzione viene orientata verso azioni di assistenza e beneficenza alle persone, vocazione sviluppatasi sempre più nel corso del tempo.
Significativo è il fatto che circa un terzo dei benefattori sia costituito da confratelli o famigliari di confratelli, che hanno inteso così evidenziare il profondo vincolo caritativo che li ha legati in vita alla Congrega stessa. Tra i Confratelli si annoverano illustri personalità della storia del cattolicesimo bresciano, tra cui il Beato Giuseppe Tovini, il sen. Giorgio Montini padre di papa Paolo VI e il card. Giulio Bevilacqua. |
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Descizione dell'evento Nel contesto di “Agorà” una delle piazze scelte è la televisione. Piazza che raggiunge molta gente e che è in grado di proporsi come alternativa e parallela alle piazze reali.
In questo nostro mondo i social network sono uno strumento che fa comunità, che genera rapporti e relazioni tipiche di una comunità che nella piazza si trova, discute, si confronta e passa del tempo e poi li modifica.
L’unione tra queste due realtà ha suggerito il talk show “Gli amici di face book incontrano il Vescovo” in cui mons. Luciano Monari dialogherà con i ragazzi degli oratori di Brescia San Faustino, Brescia Santo Spirito e Lumezzane Fontana sui nuovi social network, sull’amicizia, sul web e su tutto quello che il mondo di Facebook porta con sé.
Riflessioni, testimonianze e racconti che parlano di comunità nuove che nascono tramite la rete, che condizionano la vita dentro e fuori della rete, che offrono possibilità ma anche pericoli.
La riflessione sul tema della comunità, oggetto della Lettera pastorale per l’anno 2010/2011, non può non tenere presente le nuove relazioni che generano nuove comunità che nascono in nuove agorà.
La trasmissione coordinata da don Marco Mori per l’ambito dell’affettività sarà trasmessa su Teletutto e presentata da Clara Camplani. |
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Descizione dell'evento
Questo spettacolo nasce da una grande voglia di teatro: nient’altro che l’amore ha fatto sì che, pur senza mezzi o quasi, si potesse concretizzare un sogno. Il sogno di raccontare la storia dei nostri Patroni, i Santi Faustino e Giovita, una magnifica vicenda di coraggio e di fede, inestricabilmente avvolta in un alone di leggenda. Il testo nasce da una curiosità semplice: il desiderio di rivisitare, con gli strumenti del teatro, le venerate figure di Faustino e Giovita, per regalare ai bresciani un piacevole viaggio attraverso i momenti più emozionanti della storia di questi straordinari Martiri per la fede e per rinvigorire in ognuno l’orgoglio di un’appartenenza.
Due note attrici del teatro bresciano, che provengono dalla storia della Compagnia della Loggetta, ovvero Edi Gambara e Bruna Gozio (anche co-autrice del testo), interpretano due sorelle, Lea e Vichi. Se non che sono ambedue brescianissime nel carattere e nel sentire, oltre che nella parlata, tanto da poter rispecchiare in qualche modo l’anima della città: da un lato colta, religiosa e rigorosamente fedele al dettato dei testi tramandati; dall’altro lato popolare, istintivamente e convintamente credente.
Dal dialogo e dal confronto fra le due sorella nasce, per il pubblico, la possibilità di una divertita rivisitazione della vicenda dei patroni, con l’accostamento di testi antichi e moderni, per rendere di nuovo viva davanti agli occhi degli spettatori la bellezza ch avvolge le grandi figure dei nostri amati patroni. |
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Giovedì 2 settembre 20.30 Piazza del Foro
“Dolci imitatori d’Amore”
Rappresentazione teatrale sulla “Lettera a Diogneto”
regia di Luciano Bertoli - a cura di Carla Bino |
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Descizione dell'evento
Rappresentazione teatrale che si rifà alla “Lettera a Diogneto”. Il testo si apre con le domande relative ai cristiani, poste dal pagano Diogneto: qual è il Dio dei cristiani, quale la religione che permette loro di disprezzare a tal punto il mondo e la morte? E in che cosa si differenzia da quelle dei greci e dei giudei? E perché questa religione, se è la vera, è apparsa nel mondo così tardi? L'autore risponde criticando sommariamente e duramente il politeismo e il giudaismo: quanto ai cristiani, egli dichiara, la loro religione non può essere insegnata da un uomo. Illustra quindi la loro condizione nel mondo in una serie di paradossi, e la paragona a quella dell'anima nel corpo: i cristiani sono rinchiusi nel mondo, ma non appartengono ad esso; ne sono odiati, ma l'amano e sono loro che lo tengono insieme. Qual è la radice di tutto ciò? La loro religione non è frutto d'invenzione umana, ma è la rivelazione dell'amore divino, che nell'invio del Figlio ha riscattato gli uomini dall'abisso in cui la loro incapacità di compiere il bene li aveva gettati. Dio non ha preteso che fossero loro a uscirne, ma il suo stesso apparente ritardo nell'intervenire ha permesso loro di sperimentare più a fondo la sua bontà; e il suo amore rende possibile l'amore praticato dai cristiani in questo mondo, con lo sguardo fisso alla loro cittadinanza celeste. Tale imitazione di Dio è proposta allo stesso Diogneto. Una lettura che, nella rappresentazione proposta, sarà intervallata da brani recitati da rappresentanti della società. |
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