La Lettera in parrocchia
Un impegno primario per i Consigli pastorali
di Silvia Zavoli

Le indicazioni del Vescovo vedono coinvolti in prima istanza gli organismi di comunione ecclesiale, da sempre anima e motore della vita della comunità cristiana.

Ogni anno la riflessione sulla Lettera del Vescovo, al di là delle iniziative dell’Agorà, trova negli organismi di ecclesiali di comunione uno dei luoghi privilegiati per un’opera di metabolizzazione che deve coinvolgere tutte le comunità. Quest’anno c’è una ragione in più perché i vari Consigli pastorali parrocchiali e zonali mettano al centro della loro attenzione la Lettera. Infatti il Vescovo affida ai Consigli un impegno preciso così formulato nella conclusione della Lettera: “A questo punto viene la domanda fatidica: che cosa dobbiamo fare? Rispondo molto semplicemente. In questi giorni sono stati rinnovati tutti i Consigli pastorali della diocesi. A questi nuovi Consigli chiedo di prendere in mano la Lettera pasto­rale e di farla diventare lo strumento normale del lavoro. La figura di comunità cristiana che abbiamo delineato offre anche le linee essenziali di un progetto pastorale da attuare. Si tratta allora di prendere i singoli temi della Lettera e farne oggetto di riflessione comune (…). Naturalmente la riflessione dovrà assumere anche quanto abbiamo detto nelle altre due Lettere pastorali. Dovremmo riuscire, poco alla volta, a impostare un’attività pa­storale integrata (alla quale cioè partecipano responsabilmente tutte le componenti della vita ecclesiale)”.
Lo spirito e la metodologia con cui dovrebbe essere svolto l’impegno dei Consigli, il Vescovo lo specifica nell’ultima parte della Lettera, intitolata “La sinodalità, stile della comunione”, divisa in vari capitoletti: Valorizzare gli organismi di partecipazione; Chiesa e metodo democratico; Il discernimento comunitario; Consigliare e decidere; Imparare a discutere. I titoli indicano le linee delle riflessioni del Vescovo e rimandiamo alla lettura del testo per un approfondimento adeguato. Qui vorremmo sottolineare quanto il Vescovo scrive nel primo capitoletto: “Il Concilio ha chiesto di attivare nella vita della comunità cri­stiana una serie di organi di partecipazione (…). Sono tutti organismi che do­vrebbero permettere il ‘discernimento comunitario’ e cioè la ricerca insieme della volontà di Dio attraverso l’analisi della vita della comunità cristiana e l’individuazione delle scelte neces­sarie. Dopo i primi anni di entusiasmo, di fronte alla fatica di arrivare a decisioni efficaci condivise, si è diffuso un sentimen­to di stanchezza. (…) Oggi passata la stagione più tumultuosa, è importante riprendere e valorizzare tutti questi organismi”. Si determina quindi una specie di corto circuito fra la Lettera che invita a ridare slancio ai Consigli e i Consigli che sono chiamati ad assimilare e diffondere la Lettera.

   
 
 
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