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La Lettera in parrocchia
Ritrovare la comunità attorno ai Santi patroni di Adriano Bianchi
Ogni parrocchia ha un santo patrono. Ritrovare la testimonianza dei santi legati alla comunità potrebbe aprire un interessante percorso culturale e spirituale alla luce della Lettera del vescovo Monari.
Non parla esplicitamente dei patroni il vescovo Luciano nella sua lettera pastorale “Tutti siano una cosa sola”, ma l’esempio dei santi è ben presente attraverso un esplicito riferimento alla loro testimonianza. “Siamo convinti – dice Monari al n.16 del testo – che Dio opera davvero dentro alla storia del mondo e che questa attività divina si manifesta in modo particolarmente chiaro nei santi cioè nelle persone che hanno vissuto coerentemente la fede trasformando la loro azione quotidiana secondo la logica del Vangelo”.
I santi, infatti, sono i nostri padri nella fede, i nostri modelli, coloro a cui guardare perché capaci di incarnare nel mondo l’amore di Dio. “Non sono i fatti impressionanti il veicolo ordinario dell’incarnazione di Dio, – continua il Vescovo – ma i fatti che imprimono l’amore di Dio nella storia”. Così Francesco, Agostino, ma (tradotto in bresciano) pure Faustino e Giovita, Angela Merici e Maria Crocifissa di Rosa, Arcangelo Tadini o Giuseppe Tovini, ma pure i patroni delle 473 parrocchie della diocesi a cui ogni anno dedichiamo, magari, una festa della comunità e, spesso, sono rappresentati sulla pala d’altare più bella delle nostre chiese.
Un anno pastorale dedicato alla comunità, quindi, non potrà prescindere, dal conoscere la loro vita, ritrovare i loro esempi, rileggere il senso delle tradizioni a loro dedicate. Come vivere, ad esempio, le sagre del patrono affinché anche attraverso di esse la comunità cresca nello spirito evangelico proposto dai propri santi? Come ritrovare, magari davanti al quadro che li rappresenta in chiesa, il senso della preghiera per la propria parrocchia o la comunità civile?
Anche nella presentazione della Lettera del Vescovo alla parrocchia, la figura dei patroni potrebbe, come stiano sperimentando in “Terre di fede”, dare l’occasione di far ritrovare la comunità. Aprire l’anno pastorale con una lettura artistica della pala del santo, alcuni canti e i brani che più si ritengono significativi del Vescovo potrebbe essere un buon suggerimento. |
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