Missioni - Eventi

100 giorni al via del primo Festival nazionale della Missione

Mancano esattamente 100 giorni al via del primo Festival nazionale della Missione, che si svolgerà a Brescia dal 12 al 15 ottobre. Dei Festival ormai diffusi in tante città italiane quello di Brescia avrà l’orizzonte aperto, il clima festoso, la scelta di un tema chiave - la missione, appunto - declinato in una pluralità di linguaggi e di format: dalle conferenze agli incontri con autori, dai concerti alle mostre, dagli spettacoli di strada ai momenti di riflessione. Ma sarà un Festival nuovo, se è vero che sinora in Italia nessuno aveva pensato di puntare i riflettori sulla missione e sui suoi protagonisti: uomini e donne, religiosi e laici che, anche nel XXI secolo, decidono di lasciare tutto per annunciare il Vangelo in quelle che una volta si chiamavano “terre lontane” e che oggi includono, come insegna papa Francesco, le periferie accanto a casa nostra.
Il progetto è frutto della sinergia fra tre promotori: la Conferenza degli Istituti missionari italiani (CIMI), ovvero l’organismo che riunisce gli istituti missionari ad gentes (dai comboniani ai padri del Pime, dalle suore della Consolata alle saveriane…); la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la Fondazione Missio; la Diocesi di Brescia.
Un tratto distintivo del Festival della Missione sarà l'ospitalità diffusa per alcune categorie di persone che parteciperanno a tutta la durata della manifestazione: delegati dei Centri Missionari Diocesani, missionari e missionarie, giovani che gravitano intorno ad essi saranno ospitati in case religiose, oratori e famiglie secondo uno stile improntato all'essenzialità; per loro è necessaria però l’iscrizione, entro il 15 luglio, scrivendo a info@festivaldellamissione.it. Per chi verrà a Brescia in giornata o provvederà autonomamente a vitto e alloggio la partecipazione sarà gratuita e non è necessaria l’iscrizione.
A poco più di tre mesi dal via, il programma è quasi pronto. Dopo alcuni appuntamenti pre-Festival (ad esempio una rassegna cinematografica), si parte la sera di giovedì 12 ottobre con testimonianze missionarie che si terranno in una ventina di parrocchie di Brescia e hinterland nonché, scelta significativa, in alcuni monasteri di clausura.
La giornata di venerdì 13 ottobre, aperta da una preghiera ecumenica guidata dalla pastora battista Paola Maffei, è pensata in particolare per missionari e delegati dei CMD, con tre tavole rotonde sul presente e il futuro della missione ad gentes, sul protagonismo delle donne nell'evangelizzazione e sull'attualità della figura di Matteo Ricci: tra i relatori, il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica di Milano, padre Federico Lombardi, già portavoce di papa Benedetto XVI e di papa Francesco; Lucetta Scaraffia, storica, giornalista e scrittrice; suor Angela Bertelli, missionaria saveriana in Sierra Leone e poi in Thailandia. Ma nello stesso giorno ci saranno anche eventi per i giovani pensati in collaborazione con l'Università Cattolica e le scuole, tra cui una rappresentazione teatrale sulla bresciana Irene Stefani e un incontro su Oscar Romero replicato in varie scuole.
Nella sera di venerdì, poi, il Festival entrerà nel vivo con un grande evento, in via di definizione, che vedrà la partecipazione del cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, e di nomi noti del mondo dello spettacolo.
Il sabato, anch'esso aperto da una preghiera ecumenica, avrà tra i momenti più significativi la consegna del tradizionale Premio Cuore Amico da parte del cardinale Ernest Simoni, albanese, unico sacerdote sopravvissuto alla persecuzione comunista. Accanto a spettacoli teatrali, esibizioni corali, mostre fotografiche, sarà possibile incontrare noti scrittori missionari: tra loro, suor Rosemary Nyirumbe, ugandese nominata “eroe dell'anno” dalla CNN, autrice di Cucire la speranza (Emi), Blessing Okoedion, nigeriana ex vittima della tratta, autrice de Il coraggio della libertà (Paoline), padre Alejandro Solalinde, che in Messico lotta per i diritti dei migranti, autore di I narcos mi vogliono morto (Emi). E poi, nelle piazze del centro, una proposta originale: l'aperitivo con il missionario, un modo diverso di iniziare il sabato sera. A chiudere la giornata un concerto con un'importante christian rock band italiana e la “notte bianca della missione”, con preghiere e testimonianze missionarie.
La domenica, dopo la Messa in Duomo, vedrà, fra le varie proposte, un concerto del Coro Elikya, multietnico e interreligioso, attività di animazione nelle piazze del centro, una tavola rotonda su informazione e missione (con importanti nomi del panorama mediatico), un incontro sul rapporto tra economia e dottrina sociale della Chiesa (con la partecipazione di Gael Giraud, gesuita ed economista, e di un nome di spicco dell'imprenditoria italiana) e un sorprendente concerto finale.
Il tutto mentre, per l'intera durata del Festival, sarà attivo lo Youth Village, con proposte ad hoc per i giovani, e in una chiesa del centro di Brescia - altra particolarità - si terrà l’adorazione eucaristica permanente, a indicare il primato di Dio che rende possibile la missione contro tutte le difficoltà.

L’idea del Festival nasce come risposta a una sensazione diffusa, quella di una insufficiente incisività del mondo missionario nel panorama sociale, culturale e mediatico odierno. Il mondo missionario, non c’è dubbio, nonostante le fatiche di un mondo editoriale complesso, produce riviste di qualità, che svolgono un ruolo informativo prezioso. Va ricordato pure che gli istituti, la Cei, tramite Fondazione Missio, e tante altre realtà della «galassia missionaria», promuovono una marea di interessanti iniziative culturali, vocazionali e di sensibilizzazione alla missione, dai viaggi per giovani, ai campi di lavoro.

Tuttavia, non v’è chi non pensi che – sebbene i missionari continuino a godere di «buona stampa» – il messaggio di cui sono portatori e che testimoniano con la vita, ossia l’annuncio del Vangelo «agli estremi confini», sembra non scalfire le coscienze, non tradursi in scelte coraggiose, non mettere in discussione un sistema e stili di vita che risentono del consumismo e della secolarizzazione.

Purtroppo, quello missionario non pare più un ideale capace di contagiare i giovani. In sintesi: oggi la missione ad gentes forse è sentita come qualcosa di anacronistico. Se fosse così, sarebbe grave! Certo, la missione è cambiata e continua a cambiare. Ma l’imperativo della missione ad gentes, seppure da rivisitare costantemente, non può essere archiviato: è un comando di Cristo ai suoi apostoli, non la fissa di alcuni. Si tratta, semmai, di riformulare l’idea (e la prassi) di missione. In altri termini: il mondo missionario italiano è chiamato a trovare nuove vie per comunicare il Vangelo, evitando di cedere all’autoreferenzialità, ma anche alla tentazione di diluire la propria identità per rendersi più accettabili per la mentalità comune. Il Festival della Missione vuol essere innanzitutto un’occasione con la quale il mondo missionario si propone positivamente, per quello che già è. E lo fa in piazza, nei luoghi della vita quotidiana di una città. Non si tratta di esibizionismo né di trionfalismo, ma di servizio. Anche oggi in giro per il mondo ci sono bellissime e provocatorie esperienze di vita missionaria: sarebbe un peccato di omissione non provare a renderle eloquenti per l’uomo di oggi. Inoltre, vorremmo condividere le buone pratiche, ovvero tutte quelle proposte culturali e di animazione, iniziative, campagne di sensibilizzazione, libri (e non solo) che le varie componenti del mondo missionario hanno realizzato. E che spesso non si conoscono adeguatamente dentro il mondo missionario stesso, figuriamoci fuori!

Il titolo/slogan della prima edizione «Mission is possible» potrebbe sembrare un po’ ad effetto quasi goliardico. In realtà, è stato scelto perché così il mondo missionario è costretto a mettersi allo specchio, ma non – come spesso capita – per farsi un selfie impietoso e sconfortante («Siamo sempre meno, con i capelli più grigi e la gente ci dà meno ascolto di un tempo…»), bensì per riacquistare la consapevolezza che (per fortuna!) la missione non è cosa nostra, ma opera Sua. Per quanto in difficoltà, quindi, i missionari rappresentano una realtà paradigmatica: senza di loro il volto della Chiesa perderebbe un tratto essenziale. «Mission is possible», quindi, perché «senza di me non potete far nulla», ma con Lui… possiamo tutto, anche oggi che i numeri sembrerebbero condannare i missionari e le missionarie all’estinzione. Per tali motivi il Festival sarà ancorato a quanto Papa Francesco scrive in Evangelii Gaudium, il documento che egli stesso ha additato come bussola alla Chiesa italiana per i prossimi anni perché essa diventi davvero una Chiesa in uscita.

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Mostra biografica su Mons. Cesare Mazzolari

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Mons. Cesare Mazzolari  (Brescia, 1937 - Rumbek, 2011) per oltre 20 anni visse coraggiosamente in Sud Sudan in mezzo alla sua gente e sopportò le conseguenze della guerra e della povertà. A tutti chiedeva l'impegno a «non dimenticare perché la gente del Sud Sudan ha bisogno di una pace giusta nel rispetto dei diritti umani». Era un vescovo che drammaticamente parlava di guerra: «Il Sudan è lo stato dell'Africa più povero tra i poveri: 40 anni di guerre tribali il cui unico fine è la conquista del potere e l'acquisizione di risorse quali petrolio, acqua e oro, presenti in grandi quantità». Gli interessi globali, come specifica monsignor Mazzolari, avevano prevalso sul bene della gente: «Non esiste più rispetto dei diritti umani e la parola “libertà” è un termine sconosciuto, è stata spazzata via». Lavorare quotidianamente nella diocesi non significava solo sfamare e aiutare il popolo sudanese ad uscire da una condizione di povertà totale, ma creare i presupposti per mantenere la pace, siglata il 9 gennaio 2005. È scomparso nel 2011 all'età di 74 anni, colto da malore mentre celebrava la Messa.

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10 Ottobre - Festa liturgica di S.Daniele Comboni
26/09/2016 | Incontro con i sacerdoto della diocesi di Brescia

In occasione della festa liturgica di San Daniele Comboni, i missionari comboniani invitano tutti i sacerdoti della Diocesi, per una mattinata di condivisione.

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Dare un'anima
13/09/2016 | Animazione missionaria

Qualcosa di nuovo sta germinando, nel nascondimento, senza clamore, con qualche fatica: nei prossimi mesi l’equipe del Centro Missionario Diocesano proverà a mettersi al passo di alcune Unità Pastorali che stanno cercando di interpretare nell’oggi il Vangelo di sempre, parrocchie che sanno sognare una evangelizzazione molto meno “clericocentrica” e aperte ai doni che lo Spirito non fa mai mancare alla sua chiesa.

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Argentina

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Don Antonio Zatti
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Don Giuseppe Ghitti
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Brasile

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Don Felice Bontempi
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Don Carlino Cirelli
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Mons. Carlo Verzeletti
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Don Giannino Prandelli
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Mons. Lorenzo Voltolini
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Linee per un progetto di pastorale missionaria: si parte!
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Se sapremo essere docili e attenti a ciò che il Signore chiede e suscita nella comunità cristiana allora il progetto fiorirà e porterà frutti copiosi e abbondanti: magari non quelli che desideriamo e vogliamo noi, ma quelli che Dio desidera e dispone.

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Contemplazione e Missione
Ufficio per le Missioni

Spesso lo ripetiamo: abbiamo bisogno di conversione; questo termine lo associamo a noi stessi e lo chiamiamo “conversione personale”, lo attribuiamo alla società, al mondo e  lo esprimiamo con riferimento ai costumi, agli usi, al sentire comune; auspichiamo anche la “conversione della pastorale” come passaggio necessario e autentico per essere  costantemente fedeli a Dio e fedeli all’uomo.

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Vicini all' Ecuador
Ufficio per le Missioni

La Diocesi di Brescia raccoglie l'appello: Ufficio per le Missioni, Caritas diocesana, Cuore Amico fraternità Onlus, Medicus Mundi Italia Onlus e Associazione Centro Migranti Onlus hanno deciso di coordinarsi per un’azione di aiuto comune e sinergica,

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