Libro dei ritiri per sacerdoti anno 2017/18

Tu solo sei buono e fonte della vita. La grande preghiera eucaristica

Libro dei ritiri per sacerdoti anno 2017/18

Nel luglio 2009 mons. Luciano Monari consegnava alla Chiesa bresciana la Lettera pastorale “Un solo pane, un unico corpo. L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana”.
Nei primi passaggi della lettera scrive così: “Entriamo dunque in chiesa e viviamo insieme con tutti gli altri il momento dell’Eucaristia, cioè di ringraziamento. Al centro della celebrazione c’è l’anàfora, la grande Preghiera eucaristica che sta al centro della Messa”. Poi prosegue: «“È veramente cosa buona e giusta rendere grazie in ogni tempo e in ogni luogo...”. Comincia così una grande preghiera in diverse strofe che sfocia in una dossologia, cioè in una preghiera di lode che proclama la gloria di Dio e di Dio solo».
Il Vescovo ha voluto che in quest’Anno pastorale l’itinerario di spiritualità per i Presbiteri, scandito dai ritiri mensili, sia guidato da alcune importanti sottolineature che, tratte dalle Preghiere eucaristiche quotidianamente celebrate, aiutino a riconoscere come esse siano la fonte e la sintesi della nostra vita come ministri che hanno consacrato la loro vita a Dio in Cristo Gesù e che hanno come loro centro vivificante e propulsore l’Eucaristia. L’identità del prete è eucaristica, chiamato a lasciarsi plasmare da quel dono inestimabile che è la vita di Cristo offerta per la nostra salvezza, che dà senso al nostro ministero a partire dalla sua celebrazione, affinché rifluisca nel vissuto quotidiano come annuncio dell’Amore di Dio che vuole fare di tutti noi un solo
Corpo nutriti dell’unico Pane.
Questo si unisce all’invito forte affinché l’Eucaristia sia ben celebrata, secondo una vera e propria arte. Ancora il vescovo Luciano scrive: “Ne deriva che il primo impegno pastorale è la cura per una celebrazione degna dell’Eucaristia domenicale. Qui la comunità cristiana viene convocata dal Signore, ascolta la sua Parola, fa memoria di Gesù e della sua Pasqua, partecipa alla mensa del corpo e del sangue del Signore, viene plasmata dallo Spirito Santo ed edificata come un solo corpo in Cristo”. E più oltre dice: “Sulla preghiera eucaristica l’unica cosa che mi sento di dire è che venga pronunciata consapevolmente, sapendo cioè e credendo quello che si dice, e in maniera che possa essere capita e seguita dall’assemblea. È un’unica grande preghiera,
ma è articolata in diverse strofe e bisogna che lo stacco tra una strofa e l’altra sia percepito. La narrazione-memoria della cena è accompagnata dall’elevazione. In realtà si tratta di una “ostensione” che vuole mostrare all’assemblea il pane e il vino “eucaristizzati”. E infine: “Non ho dubbi: una Messa celebrata bene e partecipata suscita un impegno personale di preghiera e di vita; una Messa celebrata male e ascoltata passivamente prepara solo un abbandono quando la forza dell’abitudine non riuscirà più a contrastare la pigrizia, la noia, l’attrazione di esperienze diverse”. Ciò vale in maniera particolare per la Preghiera eucaristica, che rischiamo di indebolire per la superficialità con cui talvolta l’accostiamo, la meditiamo, la “recitiamo”.
Vivere questo itinerario è l’occasione per ricuperare la freschezza, la centralità decisiva della Preghiera eucaristica non solo nell’atto celebrativo, ma in tutta la vita della comunità, ricentrandoci sul mistero di Amore che ci è dato di vivere e nel quale ci è dato di inserirci sempre di più, affinché, nutriti di Cristo, annunciamo Lui, Via Verità e Vita.
don Roberto Sottini

LIBRO RITIRI 2017-2018

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