27/06/2018 | Caritas Diocesana

Protetto. Rifugiato a casa mia

Un corridoio umanitario dall'Etiopia

Il 12 Gennaio 2017 la Conferenza Episcopale Italiana insieme alla Comunità di Sant'Egidio ha siglato il protocollo di intesa con il Governo italiano per l’apertura di un Corridoio Umanitario dall’Etiopia, il secondo Paese per numero di rifugiati in Africa (oltre 850 mila persone).
Di fronte alla drammatica situazione che spinge migliaia di persone a cercare salvezza attraversando prima il deserto e poi il Mar Mediterraneo in condizioni di grave rischio per sé e le proprie famiglie, la Chiesa italiana ha voluto dare un segnale per proporre soluzioni concrete.
Il protocollo prevede l’ingresso legale e sicuro di 500 persone di nazionalità Eritrea, Somala e Sud Sudanese ospitate in campi profughi in Etiopia in condizione di grave vulnerabilità materiale ed esistenziale.
La Chiesa Italiana si impegna nella realizzazione del progetto facendosene interamente carico, grazie ai fondi dell'8x1000,senza quindi alcun onere per lo Stato italiano.
La Caritas Italiana e la fondazione Migrantes garantiranno un adeguato processo di integrazione dei beneficiari nella società italiana. La selezione delle persone verrà fatta sul campo da Caritas Italiana insieme alla Comunità di Sant’Egidio, in coordinamento con l’Ambasciata Italiana in Etiopia, il Governo Etiopico, ARRA (Administration for Refugees and Returnees Affairs),UNHCR e IOM.
Ai beneficiari verrà rilasciato un visto a territorialità limitata per motivi umanitari ex art.25 del Codice Visti dell’Unione Europea. Pertanto, giunti in Italia, i beneficiari inizieranno la procedura per la richiesta di Protezione Internazionale, come fanno normalmente i profughi che giungono sulle nostre coste.
L'obiettivo principale di questo progetto è quello di evitare le morti in mare, il traffico di esseri umani. L’accoglienza dei beneficiari è inserita nel progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia” che si connota per l'esperienza comunitaria e per la presenza di famiglie tutor, ovvero di persone che si rendono disponibili ad accompagnare i rifugiati nel percorso di integrazione.
Anche Caritas Diocesana di Brescia ha aderito al progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”: il 27 giugno arriverà una famiglia di eritrei formata da una mamma, un papà e quattro figli minori che verrà ospitata in un appartamento della Parrocchia di Santa Giulia del Villaggio Prealpino (BS). La famiglia verrà accolta e seguita dai volontari, sostenuti e affiancati dagli operatori della Cooperativa Kemay.

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