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Giornata Missionaria dei ragazzi

Il 6 Gennaio, oltre alla solennità dell’Epifania, celebreremo la Giornata Missionaria dei Ragazzi, il primo appuntamento missionario dell’anno. Il tema è “La missione si fa insieme”, in linea con il tema missionario dell’anno pastorale 2022/2023, “Di me sarete testimoni”, che abbiamo ricordato anche nella Veglia Missionaria celebrata in Cattedrale lo scorso 23 ottobre.

Dal messaggio del Papa per la Giornata missionaria Mondiale 2022 : “Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto particolare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato.”

Presso l’Ufficio per le Missioni potete ritirare gratuitamente le immaginette con la preghiera per questa giornata, il poster e il sussidio per animazione.

Se desiderate sostenere i nostri progetti missionari potete  portare le offerte presso l’Ufficio per le Missioni (Via Trieste 13/b  – Brescia)  o inviarle con un bonifico bancario al seguente iban: IT02R0538711205000042708664, intestato a “Diocesi di Brescia – Ufficio per le Missioni”, specificando nella causale del versamento il nome del paese della parrocchia e aggiungendo “offerte giornata missionaria ragazzi”. É possibile inviare la contabile del versamento a missioni@diocesi.brescia.it

ALCUNE NOTE PER 6 GENNAIO 2023

A partire dal 2019 la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, su decisione di Papa Francesco, viene spostata dalla prima domenica dopo l’Epifania all’ultima domenica di Settembre; la decisione nasce su richiesta di diverse conferenze episcopali del mondo che non riuscivano a celebrare in tale data una ricorrenza cosi significativa perché collocata in periodo di riposo (senza attività pastorali, infatti per molte regioni del sud del mondo è periodo del riposo estivo come per noi luglio e agosto). Cosi si è espresso Papa Francesco il 14 gennaio 2018, all’ Angelus: “d’ora in poi, per motivi pastorali, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà celebrata l’ultima domenica di settembre. La prossima, cioè la centocinquesima, sarà domenica 8 settembre 2019”. La decisione oggi di cambiare data arriva anche dopo una serie di aggiustamenti nel corso della storia di questa giornata che ha conosciuto almeno 5 collocazioni diverse a partire dal 1915 quando veniva celebrata la prima domenica di Quaresima.

Per Brescia, questa giornata, era identificata con la celebrazione della Messa delle Genti nella Solennità dell’Epifania (che precedeva immediatamente la data effettiva della Giornata). Seguendo queste indicazioni e facendo tesoro del cammino percorso, in accordo con il Vescovo Pierantonio, già dal 2020 si era deciso di spostare all’ultima di settembre sia la Festa dei Popoli che la Messa delle Genti, creando una serie di eventi per dare rilievo a questo appuntamento. Purtroppo la pandemia non ha mai permesso di dare rilievo e visibilità a questo nuovo appuntamento che comunque abbiamo sempre celebrato. Cosi sarà nel 2023; abbiamo già iniziato un percorso di preparazione con le diverse comunità etniche e con le nostre comunità per un appuntamento di Festa dei Popoli e Messa delle Genti in Settembre.

La giornata dell’Epifania non perde comunque la sua connotazione di messaggio di universalità; in tale data infatti la Chiesa celebra dal 1950 la Giornata Missionaria dei Ragazzi.  Le sue origini sono da ricercare in Francia, quando, a metà dell’Ottocento, il vescovo di Nancy, monsignor Charles de Forbin-Janson, rimase colpito dalle notizie che arrivavano dalla Cina sui numerosi bambini che morivano di fame e di stenti, senza aver ricevuto il Battesimo. Rammaricato di non poter partire personalmente come missionario, ebbe l’idea di offrire degli aiuti coinvolgendo i più piccoli, chiedendo loro “un’Ave Maria al giorno e un soldino al mese” perché potessero sostenere i loro coetanei cinesi. Era il 19 maggio 1843. In breve tempo molti Paesi aderirono all’iniziativa e le comunità cristiane si resero conto della forza missionaria dei bambini. La crescita di questo movimento missionario spinse Pio XII ad istituire, il 4 dicembre del 1950, la Giornata Mondiale della Santa Infanzia, dichiarando come data per la celebrazione il giorno dell’Epifania, ma lasciando ad ogni nazione la libertà di adattarla alle esigenze locali. Da sempre questa giornata è stata caratterizzata dalla sensibilizzazione di carità in favore dei bambini di tutto il mondo.

In Cattedrale ci sarà la Messa presieduta dal Vicario Generale, nella celebrazione si pregherà per i bambini del mondo, sarà distribuita la preghiera predisposta a livello nazionale, verranno raccolte offerte per la Pontifica Opera dell’Infanzia Missionaria e al termine della celebrazione, con i Magi, simbolo del mondo che incontra il Signore, verrà venerato il presepio.


Giovani in Missione 2023

Riprendiamo anche quest’anno, accompagnati dall’Ufficio per le Missioni e in collaborazione con l’Ufficio per gli Oratori, i Giovani e le Vocazioni, il tradizionale percorso che aiuta i giovani ma anche gli oratori a pensare a un “viaggio di incontro nel mondo”. Non vogliamo rinunciare ad allargare la mente e il cuore. Viaggeremo e vivremo esperienze di incontro con popoli e culture che ormai vivono anche nella nostra terra. Papa Francesco ci ha ricordato che “non possiamo affrontare la nostra vita da soli”…apriamoci e prepariamoci a viaggiare con il cuore e con la nostra passione per gli altri.

Il cammino di questo anno avrà come contenuto anche la riflessione sul messaggio per la prossima GMG di Lisbona 2023, per essere in comunione con i giovani di tutto il mondo.

Se hai tra i 18 e i 30 anni…se hai voglia di aprire te stesso e il tuo cuore al mondo…se il tuo Oratorio vuole organizzare una esperienza di gruppo iscriviti mandando una mail a giovani.missione@diocesi.brescia.it, specificando nome e cognome, paese di provenienza, data di nascita. Se avete invece un gruppo nel vostro Oratorio basta che si registri il responsabile dell’attività.

Oppure puoi completare il il form che trovi a questo indirizzo: https://forms.gle/vTKWrYKmTewcvoi77 

Al primo appuntamento presenteremo il cammino e poi il calendario delle proposte.

Gli Oratori potranno camminare secondo un loro percorso definito dal responsabile mentre tutti gli altri condivideranno un percorso di formazione e condivisione a Casa Foresti .

Qui è possibile scaricare la locandina.

Qui è possibile vedere il video di presentazione


Ottobre Missionario 2022

Il mese di ottobre, nella Chiesa italiana, è particolarmente dedicato alla preparazione e alla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale che ricorre sempre nella penultima domenica del mese. Ogni anno questo appuntamento vuole alimentare la fraternità universale della Chiesa, ossia la comunione con tutte le Comunità Cristiane sparse nel mondo, oltre all’impegno di solidarietà con le Chiese di più recente formazione, con quelle che vivono nei paesi più poveri e con quelle che soffrono persecuzione.
Inoltre, dal punto di vista pastorale, il “mese missionario” diventa l’occasione per aiutare le nostre comunità cristiane e i tutti i credenti ad alimentare la propria “missione” nella Chiesa e nel mondo.

«Di me sarete testimoni» – La chiamata di tutti i cristiani a testimoniare Cristo

È il punto centrale, il cuore dell’insegnamento di Gesù ai discepoli in vista della loro missione nel mondo. Tutti i discepoli saranno testimoni di Gesù grazie allo Spirito Santo che riceveranno: saranno costituiti tali per grazia. Ovunque vadano, dovunque siano. Come Cristo è il primo inviato, cioè missionario del Padre (cfr Gv 20,21) e, in quanto tale, è il suo “testimone fedele” (cfr Ap 1,5), così ogni cristiano è chiamato a essere missionario e testimone di Cristo. E la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testimonianza a Cristo. L’identità della Chiesa è evangelizzare.

Queste parole appartengono all’ultimo colloquio di Gesù Risorto con i suoi discepoli, prima di ascendere al Cielo, come descritto negli Atti degli Apostoli: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra» (1,8). E questo è anche il tema della Giornata Missionaria Mondiale 2022, che come sempre ci aiuta a vivere il fatto che la Chiesa è per sua natura missionaria.

Rimane sempre valida l’osservazione di San Paolo VI: «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni» (Evangelii nuntiandi, 41). Perciò è fondamentale, per la trasmissione della fede, la testimonianza di vita evangelica dei cristiani. D’altra parte, resta altrettanto necessario il compito di annunciare la sua persona e il suo messaggio. Infatti, lo stesso Paolo VI così prosegue: «Sì, è sempre indispensabile la predicazione, questa proclamazione verbale di un messaggio. […] La parola resta sempre attuale, soprattutto quando è portatrice della potenza di Dio.

Le proposte diocesane per il mese missionario sono la recita del rosario presso alcuni monasteri di clausura della diocesi e la veglia missionaria.

 


Di me sarete testimoni – Veglia Missionaria 2022

La Giornata Missionaria Mondiale 2022 trova il suo principale riferimento tematico nel messaggio di Papa Francesco, pubblicato il 6 gennaio scorso, che porta il titolo «Di me sarete testimoni» (At 1,8). Il Papa ci dice: «Come Cristo è il primo inviato, cioè missionario del Padre (cfr Gv 20,21) e, in quanto tale, è il suo “testimone fedele” (cfr Ap 1,5), così ogni cristiano è chiamato a essere missionario e testimone di Cristo. E la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testimonianza a Cristo. L’identità della Chiesa è evangelizzare».

Siamo tutti invitati a partecipare alla Veglia Missionaria che si svolgerà Sabato 22 Ottobre alle ore 20.30 in Cattedrale, in cui verrà consegnato il crocifisso ai missionari partenti.

Ricordiamo che un’altra proposta diocesana per il mese missionario è la recita del rosario presso alcuni monasteri di clausura della diocesi.

 

 


Mostra Fotografica “Corpi Migranti”

Dal 23 settembre al 15 ottobre, presso i locali del MO.CA in via Moretto 78 a Brescia,  la mostra fotografica “Corpi migranti” con accesso libero e gratuito.
Per gruppi e scolaresche possibilità di guida, su prenotazione scrivendo a migranti@diocesi.brescia.it

 

Un lavoro nato da queste parole che un giovane camerunese in transito a Bamako disse a Max Hirzel, l’autore: “Nel deserto vidi una tomba, era di una ragazza di Douala, e mi chiesi se suo papà e sua mamma, i suoi fratelli e sorelle sapessero che la loro bimba è là”.
Era il 2015 quando l’autore cominciò a documentare la gestione dei corpi dei migranti deceduti nel tentativo di raggiungere l’Italia.
“Il mio lavoro è testimoniare, documentare la realtà. Ma come contribuire a una narrazione collettiva di senso? Me lo chiedo costantemente, soprattutto su un soggetto così politicizzato. Così è nato questo lavoro, cercando quella zona d’ombra che sta oltre il racconto mediatico abituale a cui siamo un po’ assuefatti. Ho pensato potesse essere dopo l’annuncio dell’ennesimo naufragio, per questo ho iniziato dai cimiteri, volevo sapere dove fossero sepolti questi corpi, e come. Poi ho solo seguito le tracce.”
La solitudine di un corpo, il lavoro di identificazione, la relazione con le famiglie di origine, un lutto collettivo spesso impossibile; il lungo percorso di indagine sarebbe terminato, alcuni anni dopo, in un villaggio del Saloum, in Senegal.  Alla percezione collettiva di tragedia inevitabile, questo lavoro oppone una visione scarna di ciò che ruota attorno a questi corpi per rivelare la realtà per ciò che è: quella che l’autore definisce “anomalia”, un’aberrazione scambiata per fatalità.
“Incontrando uno sepoltura dopo l’altra, è stata un’esigenza naturale e professionale cercare di sapere tutto il possibile di quelle salme, senza nome anche solo i dati autoptici riportano dai numeri alla dimensione individuale, quindi il tema dell’identità e del lavoro di identificazione si è imposto come centrale. Ho intuito che tutto questo contesto, il destino dei corpi e ciò che vi ruota attorno, fosse in qualche modo emblematico di tutto il fenomeno, rappresentava perfettamente la realtà che definisco anomalia”.
Se l’immigrazione è sempre più un “oggetto politico” che divide in pareri e fazioni contrapposte, il linguaggio di queste immagini – “nudo”, senza aggiunte – porta l’attenzione al di là del rumore abituale.
“Da un punto di vista fotografico non c’era bisogno di enfatizzare nulla, era tutto lì, così assurdo e così chiaro. Col senno di poi, anche alla luce delle reazioni del pubblico, credo che queste immagini evocando più che mostrare il dramma, stimolino la riflessione e l’immaginazione più che se avessero mostrato i corpi”.
Infatti in Corpi migranti di corpi non se ne vedono.

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Il 25 settembre 2022 la Chiesa celebra la 108^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per tale ricorrenza il papa ha scelto come titolo del suo messaggio e della Giornata stessa “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. Poche parole che delineano un programma pastorale preciso. Anzitutto “costruire”: una società fraterna non può solo essere auspicata ma potrà realizzarsi grazie all’impegno e al lavoro delle nostre comunità. Il “futuro” poi lancia uno sguardo di fiducia, di prospettiva, di speranza. Infine è fondamentale l’intenzione di voler essere Chiesa “con” i migranti: non solo destinatari di iniziative, non solo oggetto della nostra carità ma protagonisti con il loro prezioso contributo, con la propria capacità di arricchire la vita comunitaria ed ecclesiale


Agenda 2030 – Corsi di formazione per le scuole

Con la Legge 92/19, seguita dalle Linee Guida contenute nel D.M. 35/2020, è stata introdotto nuovamente nella scuola italiana l’insegnamento dell’educazione civica, anche se in forma trasversale fra discipline. È possibile affrontare gli argomenti, oltre che con lezioni dei docenti, anche attraverso la partecipazione degli studenti a laboratori e progettualità, attorno a tre assi: lo studio della costituzione Italiana, la cittadinanza digitale e lo sviluppo sostenibile.

In particolare, quest’ultimo aspetto prevede la conoscenza e la promozione degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.

In questo quadro vuole inserirsi la proposta “Cosa c’entro io con l’Agenda 2030” promossa dall’Area della mondialità della Diocesi di Brescia. L’esperienza prosegue, in forma rinnovata, il percorso intrapreso da 15 anni con l’esperienza di “BresciaMondo”, proposta in moltissime scuole della nostra provincia

 


Una chiesa per San Paolo VI

Don Pedro Conti, bresciano, vescovo della diocesi di Macapà dove opera[1]no alcuni i fidei donum bresciani, ha inoltrato all’Ufficio per le Missioni una richiesta di aiuto per la creazione di una nuova parrocchia intitolata a S. Paolo VI. Ecco il suo appello.

BISOGNO. “La città di Macapà, sede della Diocesi omonima ha raggiunto ormai i 500mila abitanti. In questo momento contiamo su 13 parrocchie urbane, che hanno in media più di 38mila abitanti ciascuna. È urgente la necessità di aprire nuove parrocchie per servire meglio e con più vicinanza la nostra gente. Ci preoccupano soprattutto le nuove periferie in continua espansione e i grandi agglomerati di case popolari. Purtroppo, la politica agraria dei Governi, in questi anni, non ha aiutato la gente a fermarsi in campagna. I giovani vengono in città per studiare e non ritornano più nel campo o in riva ai fiumi per essere contadini e pescatori. Per il numero degli abitanti dovremmo creare almeno due nuove parrocchie. La mancanza, però, dei Padri e di abitazioni adeguate ci hanno impedito, finora, di realizzare questo progetto nonostante la sua urgenza sia ogni giorno più evidente.

SOGNO. Da quando papa Paolo VI è stato proclamato prima Beato e poi Santo “sogniamo” con una parrocchia che porti il suo nome. È un sogno mio e dei quattro fidei donum bresciani che operano nella diocesi di Macapà, ma, soprattutto sarebbe un modo per rilanciare quell’avvenimento decisivo per la storia della Chiesa che è stato il Concilio Vaticano II di cui San Paolo VI ha portato il peso della conclusione.

PROPOSTA. Sin dal settembre 2019 abbiamo ricevuto una proposta per l’acquisto di una struttura già pronta, in un’area che sarebbe eccellente per la creazione almeno di una nuova parrocchia che potremmo chiamare subito col nome di ‘S. Paolo VI’. Il prezzo dell’acquisto era troppo alto e abbiamo declinato l’offerta. Agli inizi di quest’anno però, i proprietari hanno dimezzato il prezzo, insistendo che vorrebbero che la chiesa continuasse a essere “cattolica” e non passasse, magari, ad essere evangelica o qualcosa d’altro. Oggi il prezzo sarebbe di 650mila Reais, circa 100mila euro. Durante tutti i primi sei mesi del 2021 abbiamo fatto il possibile per vendere una struttura di cui la Diocesi possiede il terreno, sul quale un’Associazione ha costruito un capannone con il permesso di uno dei vescovi, miei predecessori, così da poter acquistare la struttura che ci interessa per la nuova parrocchia. Purtroppo, però i rimanenti soci di questa associazione non hanno voluto vendere. Così siamo ritornati al punto di partenza, ossia senza soldi per comperare quanto necessario per iniziare la nuova parrocchia. Per questo mi sono fatto coraggio e ho steso la mano ancora una volta, per vedere se riusciamo a raggiungere i 100mila euro. Credo che unendo le forze tra Brescia e Milano, sempre nel ricordo di S. Papa Paolo VI, dovremmo farcela”

 

PER SOSTENERE IL PROGETTO 

  • Con bonifico:  Banca di appoggio: Bper  – Iban: IT02R 0538711205 000042708664 Diocesi di Brescia, Ufficio per le Missioni – Causale: microprogetto Brasile
  • Con una donazione attraverso Carta di Credito o Paypalspecificando nel messaggio opzionale “donazione microprogetto Brasile”

Ecuador – La Scuola di San Nicolas

Caro don Roberto e amici dell’Ufficio per le Missioni di Brescia… Si apre con queste parole la lettera che nei mesi scorsi è giunta in via Trieste a Brescia. A scriverla sono Giuseppe Piovanelli e Adriana Tiziano

, Peppo e Adriana, due volontari che da più di 40 anni vivono in Ecuador tra i poveri della missione San Nicolas. Qui, tra le tante attività seguono anche il collegio “Padre Antonio Bresciani” che accoglie adolescenti e giovani campesinos, per are loro istruzione, cibo e alloggio, con la consapevolezza che proprio dalla formazione passa un’alternativa di vita più vera ed etica

OPPORTUNITÀ. “Ai giovani che en[1]trano nella nostra scuola – si legge nella lettera che hanno indirizzato a Brescia – desideriamo mostrare attraverso l’ottica evangelica che la vita nella scuola è un’opportunità per crescere e non solo per imparare nozioni. Negli anni di studio, i giovani imparano a restituire quanto hanno ricevuto, in un impegno di evangelizzazione e di trasformazione sociale”.

LEGNO. Ogni giorno i ragazzi studiano le materie, seguendo i programmi ministeriali del Governo dell’Ecuador, e, seguendo l’esempio della rinomata Scuola Quiteña, apprendono l’arte della lavorazione del legno. “Durante l’anno scolastico 2020- 2021 – scrivono Pepo e Adriana – gravato dalla pandemia, le situa[1]zioni di povertà dei giovani campesinos si sono aggravate. La scuola e il Centro de Artes, all’interno della Missione san Nicolas, hanno, però, continuato a formare i giovani accompagnando un gruppo di loro alla conclusione del ciclo formativo e al diploma”. Solitamente la Missione provvedeva a donare a ciascun giovane che si avviava alla conclusione del percorso formativo una “dote”, cioè strumentazione di lavoro necessaria e utile per lavorare. Quest’anno, però, le difficoltà economiche conosciute dalla Missione, che si è fatta carico dell’aiuto a molte famiglie, ha reso difficile fornire la dotazione ai giovani diplomati.

. Di qui la richiesta di aiuto giunta all’Ufficio per le Missioni, per la fornitura della dotazione ai 10 giovani che lo scorso mese di luglio si sono diplomati. Il costo per l’acquisto delle cassette degli attrezzi complete ammonta a 6.000 euro con cui la missione potrebbe acquistare tale strumentazione. La situazione di difficoltà che la missione sta attraversando ha spinto Peppo e Adriana a prendere carta e penna.

 

PER SOSTENERE IL PROGETTO 

  • Con bonifico:  Banca di appoggio: Bper  – Iban: IT02R 0538711205 000042708664 Diocesi di Brescia, Ufficio per le Missioni – Causale: microprogetto Ecuador
  • Con una donazione attraverso Carta di Credito o Paypal, specificando nel messaggio opzionale “donazione microprogetto Ecuador”:

Uganda – Un appello dalla scuola tecnico professionale di Moroto

IL PROGETTO – L’istituto tecnico professionale St. Daniel Comboni Polytechnic Naoi di Moroto, Uganda, si è lasciato alle spalle il lungo periodo di chiusura dovuto alla pandemia che ha toccato ogni angolo del pianeta. Nell’arco di due anni ci sono state due chiusure di diversi mesi di tutte le istituzioni educative attuate dal governo ugandese per contrastare il diffondersi del virus Covid-19. Purtroppo queste chiusure hanno comportato problemi di natura diversa. Alunni e studenti si sono trovati a restare a casa per diversi mesi perdendo molto tempo che sarebbe stato dedicato alle lezioni. E così, anche i nostri studenti hanno ritardato notevolmente quel percorso scolastico che avrebbe dato loro le capacità tecniche per proporsi al mondo del lavoro. Un ulteriore problema, che ha colpito purtroppo anche studentesse del Comboni, sono state le gravidanze, con un numero considerevole di minorenni, dovute a matrimoni visti come soluzione per sfuggire alla povertà poiché lo sposo, secondo la cultura locale, dovrebbe corrispondere una congrua dote. Molto spesso le ragazze rimaste incinta o con figli non fanno ritorno a scuola. Sulle pressioni da parte della società civile e di organizzazioni non governative, il governo ha deciso di riaprire le scuole in modo differenziato. Ai primi di novembre 2021, gli istituti professionali e le università hanno spalancato i cancelli agli studenti. Il St. Daniel Comboni riparte con la convinzione e la determinazione di rimediare a quel lungo periodo di istruzione ostacolata animando le speranze di ragazze e ragazzi desiderosi di tornare a studiare e ad apprendere una professione, tra le quali meccanico/saldatore, sarto, elettricista, falegname e muratore, che apre le porte del mondo del lavoro.

OBBIETTIVO – In particolare, è sempre stato un obbiettivo della scuola, che fa parte della Diocesi di Moroto amministrata dal vescovo Damiano Guzzetti, avere studenti del Karamoja che è la regione che ospita l’istituto. Una regione segnata da estrema povertà, imprevedibilità e scarsità di precipitazioni piovose, razzie di capi di bestiame (il popolo Karimojong si dedica principalmente alla pastorizia), disoccupazione e alcolismo. Sfortunatamente la scuola sta attraversando un periodo travagliato contraddistinto dal danneggiamento del generatore di corrente e della pompa elettrica per l’acqua, nonché del trasformatore per la corrente a tre fasi.

SPESA – Tutto questo ha comportato una spesa notevole che era stata indirizzata inizialmente alla ristrutturazione di alcuni edifici (la scuola è stata costruita nel 1991) come il dormitorio maschile (circa 100 posti letto) e femminile (circa 50 posti letto), il refettorio (circa 200 posti), la cucina e l’officina meccanica. Il sostegno, valutato in 5.000 euro, viene visto come un contributo indirizzato alla sicurezza di tanti studenti di abitare in locali adeguati e funzionali

 

COME SOSTENERE 

  • Con bonifico:  Banca di appoggio: Bper  – Iban: IT02R 0538711205 000042708664 Diocesi di Brescia, Ufficio per le Missioni – Causale: microprogetto Uganda
  • Con una donazione attraverso Carta di Credito o Paypal, specificando nel messaggio opzionale “donazione microprogetto Uganda”: