La Quaresima è, per eccellenza, il tempo del cammino e della condivisione e quest’anno, il cuore della nostra diocesi batte all’unisono con cinque progetti missionari che, dal Sudamerica all’Africa, raccontano storie di riscatto, fede e prossimità.
Sono semi piantati in terre lontane che possono ricevere linfa vitale dalla generosità bresciana. Cinque progetti, un unico obiettivo: mettere l'uomo al centro. Sostenere queste realtà significa tessere un filo di speranza che non conosce confini.
In Mozambico, nella parrocchia di Mapinhane, i nostri sacerdoti fidei donum don Pietro e don Davide stanno accompagnando la crescita della comunità di Mabote. Qui il progetto è concreto: costruire spazi semplici e modulari. Non sono solo mura, ma luoghi flessibili che durante la settimana possano ospitare un asilo per proteggere l'infanzia e, nel tempo libero, diventare centri di formazione per catechisti. In un Paese segnato da fermenti politici, queste strutture offrono alla comunità il diritto di sognare un futuro di pace.
Nelle alture boliviane, a Pocona, incontriamo l’opera di don Valentino Busi. Da 25 anni, ispirato dall’Operazione Mato Grosso, fonde l’aiuto materiale con il carisma salesiano. Il cuore della missione è l’oratorio, da cui sono nate scuole professionali di falegnameria e tessitura. Qui i giovani imparano un mestiere artigianale d’eccellenza, con l’obiettivo di diventare "buoni cristiani e onesti cittadini", e accompagnano oltre 200 bambini attraverso percorsi di fede che trasformano i tempi forti dell’anno in occasioni di crescita spirituale.
Una sfida affascinante è quella di Simon Ngomnan, bresciano d'adozione, tornato nel suo Ciad per realizzare il progetto "Mielkoumra". L’obiettivo è formare giovani e donne nell’apicoltura sostenibile. "Dove volano le api, la vita fiorisce": il miele diventa così uno strumento di dignità economica e giustizia sociale, un ponte tra la solidarietà appresa a Brescia e il desiderio di riscossa della propria terra d’origine.
In Burundi, il legame storico con l'ospedale di Kiremba si rinnova. Il sostegno quest’anno si concentra sulla qualità della cura: dal supporto delle Suore Ancelle della Carità per l’accesso ai più indigenti, alla lotta contro la malnutrizione, fino alla formazione di giovani medici specializzandi bresciani. È una "passione per l'uomo" che, seguendo le tracce di San Paolo VI, trasforma l'assistenza sanitaria in un'esperienza di profonda umanità.
Infine, nella foresta amazzonica di Macapá, nasce un progetto innovativo: un emporio alimentare mobile. Don Walter Cazzaniga e don Davide Chiaramella raggiungono le 400 famiglie più povere con un pulmino, superando le barriere geografiche. Grazie a un sistema di tesserini colorati, le famiglie possono scegliere i prodotti in base alle loro necessità, preservando la dignità della scelta. Ogni consegna è preceduta da un momento di preghiera comunitaria, trasformando l'aiuto alimentare in un incontro di fede.