Proseguono nel territorio bresciano le attività di “Sport e Integrazione – L’unione di valori e sinergie per il supporto alla gestione accoglienza dei migranti e lo sviluppo di nuove metodologie socioassistenziali in vista dell’orientamento dei giovani stranieri”, progetto finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027, con la Prefettura di Brescia in qualità di capofila e la partecipazione di Centro Migranti ETS e Università Cattolica del Sacro Cuore.
A circa due terzi del percorso progettuale, le attività stanno entrando in una nuova fase: ai primi interventi di analisi del sistema di accoglienza, formazione e costruzione delle reti territoriali si affiancano ora azioni di approfondimento e sperimentazione dedicate alla presa in carico delle fragilità e all’inclusione attraverso lo sport.
- Il monitoraggio del sistema di accoglienza
Una delle principali linee di intervento ha riguardato il monitoraggio dei servizi offerti dai 10 enti gestori/CAS coinvolti, attraverso la raccolta di dati quantitativi e qualitativi, il confronto con operatori e beneficiari e l’analisi delle modalità di individuazione e gestione delle situazioni di fragilità.
L’indagine ha consentito di evidenziare punti di forza e criticità del sistema di accoglienza e di restituire a ciascun ente gestore una specifica scheda di valutazione, finalizzata all’individuazione di possibili aree di miglioramento.
Tra i temi emersi figurano la gestione documentale, la salute mentale, la continuità dei percorsi psicologici, la formazione linguistica e professionale, l’autonomia abitativa, il raccordo con i servizi e la necessità di una maggiore condivisione di procedure e buone pratiche tra gli enti gestori.
Nei prossimi mesi sarà realizzato un nuovo ciclo di visite presso i CAS. L’obiettivo sarà verificare l’evoluzione delle criticità precedentemente individuate, raccogliere le buone pratiche sviluppate e approfondire alcuni percorsi concreti di accompagnamento delle persone in condizione di fragilità.
- Fragilità: dalla rilevazione alla presa in carico
Il monitoraggio ha evidenziato un aspetto particolarmente significativo: gli operatori rilevano una presenza consistente di situazioni di fragilità; ma, di queste, non tutte sono formalizzate attraverso specifici percorsi di segnalazione e presa in carico.
Per questo motivo il progetto sta approfondendo non soltanto il momento della segnalazione, ma l’intera filiera successiva: a quale servizio viene indirizzata la persona, quale risposta viene attivata, quali soggetti partecipano alla presa in carico e quale ritorno riceve l’operatore del CAS.
Il lavoro si raccorda con le iniziative sviluppate dalla Prefettura e con il progetto FAMI SMART-M, dedicato in particolare alle situazioni di disagio e vulnerabilità nell’ambito della salute mentale. È inoltre prevista la realizzazione di un breve video informativo destinato agli operatori, per rendere più facilmente conoscibili le procedure e i canali territoriali di segnalazione.
- Il ruolo del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione
Il progetto si inserisce nel più ampio lavoro di governance territoriale promosso dalla Prefettura di Brescia attraverso il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione.
Nella riunione convocata per il 26 febbraio 2026, dedicata allo stato del sistema di accoglienza, all’accesso al lavoro e alla governance delle migrazioni, è avvenuta anche la presentazione del progetto FAMI “Sport e Integrazione”.
Un ulteriore passaggio significativo si è svolto il 3 luglio 2026, quando il Consiglio Territoriale per l’Immigrazione ha affrontato specificamente il tema delle vulnerabilità attraverso la presentazione delle Procedure Operative Standard (SOP) predisposte a livello territoriale in attuazione del Vademecum nazionale sulla rilevazione, il referral e la presa in carico delle persone vulnerabili inserite nel sistema di protezione e accoglienza.
Al termine dell’incontro la Prefettura ha trasmesso il documento ai componenti del Consiglio, aprendo una fase di consultazione finalizzata alla raccolta di osservazioni e al consolidamento delle procedure.
Questo percorso rappresenta un elemento importante del lavoro territoriale in corso: rendere più omogenea l’individuazione delle vulnerabilità, migliorare la circolazione delle informazioni tra CAS, Prefettura e servizi e rafforzare il raccordo tra gli attori coinvolti nella presa in carico.
- Lo sport come strumento di inclusione
In parallelo prosegue la linea di intervento dedicata allo sport come strumento di inclusione sociale e di relazione con il territorio.
È stato completato il percorso formativo rivolto agli operatori; e sono state avviate attività sul campo con i beneficiari, finalizzate a facilitare l’accesso dei giovani migranti alle opportunità sportive presenti sul territorio.
È inoltre iniziato il lavoro della Cabina di Regia dedicata allo sport, pensata come luogo di raccordo tra sistema dell’accoglienza e associazioni e società sportive. Dopo il primo incontro, il progetto intende sviluppare la rete attraverso momenti di confronto anche presso le realtà sportive e dell’accoglienza.
L’obiettivo non è soltanto favorire la pratica sportiva, ma sperimentare modalità attraverso le quali le società sportive possano diventare parte stabile delle reti territoriali di inclusione, creando occasioni di relazione, partecipazione e autonomia.
- I prossimi mesi
La fase conclusiva del progetto sarà molto intensa. Tra l’autunno 2026 e i primi mesi del 2027 saranno realizzate le nuove visite presso i CAS, approfonditi i percorsi di segnalazione e presa in carico delle fragilità e proseguite le attività di accompagnamento verso le realtà sportive.
I risultati di questo lavoro costituiranno la base per due percorsi formativi rivolti ai referenti degli enti gestori e agli operatori dei CAS, dedicati rispettivamente alle criticità e buone pratiche del sistema di accoglienza e alla valutazione e presa in carico delle persone fragili.
Il percorso si concluderà nella primavera 2027 con la restituzione complessiva dei risultati e delle esperienze maturate, affinché strumenti, relazioni e buone pratiche sviluppati attraverso “Sport e Integrazione” possano costituire un patrimonio utilizzabile anche oltre la durata del progetto.

