L’Ufficio di Pastorale per i Migranti ha scelto di dare voce a storie di fede provenienti da diverse parti del mondo, attraverso un percorso dedicato ai “Santi della porta accanto”.
Uomini, donne, giovani, laici, religiosi e comunità cristiane che, nella semplicità della vita quotidiana, hanno testimoniato il Vangelo con coraggio, fedeltà e amore, in Paesi e contesti diversi, dalla persecuzione religiosa al servizio dei malati, dalla difesa della dignità umana alla cura dei più fragili, dalla vita familiare all’impegno nella società.
Conosciamo figure come Charles de Foucauld, tra Francia e Algeria, testimone di fraternità universale nel deserto; Akash Bashir, in Pakistan, giovane che ha donato la vita per proteggere la sua Chiesa; Vivian Uchechi Ogu, in Nigeria, ragazza che ha difeso con coraggio la propria dignità; o Hanna Chrzanowska, in Polonia, infermiera che ha trasformato la cura dei malati in un servizio di amore concreto.
Accanto a loro ci sono molte altre storie meno conosciute, ma altrettanto luminose: persone semplici che non hanno cercato fama o riconoscimenti, ma hanno vissuto la fede nei gesti di ogni giorno, nel lavoro, nella famiglia, nella scuola, nella comunità e nel servizio agli altri.
Con questa iniziativa vogliamo non solo far conoscere volti e storie dal mondo, ma anche ispirare: perché ogni vita, se vissuta nell’amore, può diventare testimonianza di bene, speranza e fraternità.
Vogliamo valorizzare una santità vicina, concreta e possibile: una santità fatta di scelte quotidiane, di fedeltà silenziosa, di coraggio nelle difficoltà e di amore donato fino in fondo.
Raccontare questi “santi della porta accanto” significa riconoscere che il Vangelo continua a fiorire in ogni popolo e cultura, anche nelle situazioni più difficili.
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