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Anche quest’anno verrà proposto, a cura dell’Apostolato Biblico diocesano, il Convegno Biblico che si svolgerà sabato 15 giugno 2024, a partire dalle ore 14, presso il Polo Culturale Diocesano (via Bollani 20, Brescia): “Alla scuola di Salomone“.

La proposta prevede due momenti: una prima parte con la prof.ssa Federica Vecchiato (Venezia) che proporrà una riflessione sul tema “La Sapienza, sposa ideale per Salomone”.

Una seconda parte (ore 16.45) con il prof. don Maurizio Rigato (Padova) che offrirà un intervento dal titolo “Il democratico Salomone”.

Il tutto si concluderà verso le ore 18.30.

 

Per info e iscrizioni: catechesi@diocesi.brescia.it – 030 3722245



Venerdì 7 giugno 2024, Solennità del sacratissimo Cuore di Gesù, celebreremo insieme la tradizionale giornata per la santificazione del Clero. Quest’anno ricorre il 10° anniversario di ordinazione episcopale del nostro Vescovo Pierantonio e in comunione con lui desideriamo rendere grazie al Signore per il nostro Pastore, chiedendo per lui rinnovato vigore perché continui ad essere testimone credibile del Vangelo e segno di unità per la Chiesa bresciana.

Programma:

  • Ore 9.45 Accoglienza presso Salone Mons. Gianni Capra – Parrocchia Cattedrale
  • Ore 10.00 Incontro tenuto da Mons. Gabriele Filippini: “La carità nel clero bresciano: una storia che continua”. Don Giovanni Battista Carboni: artefice della venuta dei Fatebenefratelli in Brescia, ha voluto la Pia Opera Carboni, finalizzata al seminario, al clero bresciano, alla formazione pastorale e ai poveri. Don Giovanni Battista Saleri nel 40° della sua morte come fondatore delle Missionarie Laiche di San Paolo. La diocesi, grazie al loro contributo, può contare su preziose strutture (Seminario diocesano e casa dei canonici in via Mazzini). Don Pierino Ferrari, di cui è in corso la Causa di Beatificazione, è stato l’iniziatore di opere assistenziali tuttora floride e in via di definizione (come l’ospedale Laudato Sì).
  • Terminato l’incontro, il Vescovo benedirà una targa in memoria di Don Giovanni Battista Saleri che verrà affissa nella Canonica della Cattedrale in Via Mazzini.
  • Ore 11.00 Santa Messa presieduta dal Vescovo Pierantonio in Duomo vecchio.
  • Ore 12.30 Possibilità di pranzare insieme al Centro pastorale Paolo VI (contributo di € 20)

L’invito a questo significativo appuntamento si estende a tutti i fedeli, ai familiari e a coloro che aiutano il servizio ministeriale: un invito particolare è rivolto ai membri dell’Apostolato della preghiera e dell’Associazione Famigliari del Clero.

Si chiede di comunicare la propria presenza in segreteria generale entro il 31 maggio 2024 telefonando al n. 0303722253 o inviando una e-mail a: prenotazione@diocesi.brescia.it

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Apostolato della preghiera, Rete Mondiale di Preghiera del Papa, propone un’ora di adorazione davanti al Santissimo mercoledì 15 maggio nella cappella delle Suore Ancelle (via Moretto, 35 – Brescia): siamo tutti invitati a pregare dalle ore 16 alle ore 17. Un’ora di adorazione, aperta a tutti!

Giornata Diocesana del Malato 2024 LOCANDINA

Accogliendo il messaggio del Santo Padre per la 32ª Giornata Mondiale del Malato sul tema: «Non è bene che l’uomo sia solo». Curare il malato curando le relazioni, ispirato al capitolo 2 del Libro della Genesi (Gen 2,18), domenica 26 maggio 2024 è in programma la Giornata Diocesana del Malato.
“Gli ammalati, i fragili, i poveri sono nel cuore della Chiesa e devono essere anche al centro delle nostre attenzioni umane e premure pastorali. Non dimentichiamolo! E affidiamoci a Maria Santissima, Salute degli infermi, perché interceda per noi e ci aiuti ad essere artigiani di vicinanza e di relazioni fraterne”: è in questa prospettiva che si colloca l’invito a vivere la proposta della Giornata diocesana del malato attraverso la recita del rosario e la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Pierantonio.

 

 

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Mercoledì 1 maggio 2024 nella Basilica Santuario di S. Maria delle Grazie alle ore 20.30 il Vescovo Pierantonio presiederà il Rosario per l’anno della Preghiera in preparazione al Giubileo 2025.

Al termine della celebrazione, ai rappresentati di alcuni santuari mariani della nostra Diocesi, sarà consegnata una lampada insieme all’invito a custodire e diffondere la luce della preghiera.

Alleghiamo la lettera del Vicario Generale ai parroci per la preparazione del Giubileo, il libretto del rosario alle Grazie e lo schema per guidare la preghiera del santo rosario dell’1 maggio in parrocchia.

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Domenica 21 aprile 2024 saremo invitati a unirci in preghiera per le vocazioni. Attraverso questa iniziativa la Chiesa ci invita a pensare alla nostra vita come una vocazione, una via originale e unica per seguire il Signore e collaborare al suo piano di salvezza per il mondo.

Papa Francesco ci ricorda che siamochiamati a seminare la speranza e a costruire la pace”. Lo scopo di ogni vocazione è diventare donne e uomini di speranza.

Messaggio per la 61a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni 2024 | Francesco (vatican.va)

L’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni quest’anno ci invita a “Creare casa”. La comunità cristiana è chiamata ad essere casa accogliente e custode di ogni vocazione.

Per vivere al meglio questa proposta l’Ufficio Oratori, Giovani e Vocazioni ha predisposto una rete di preghiera nei santuari e monasteri della diocesi e del materiale utile per favorire la preghiera in tutte le comunità parrocchiali.


Rassegna cinematografica organizzata dall’Ufficio per la Vita Consacrata, aperta a tutti, al Cinema Sereno (Vill. Sereno, Brescia). Introduzione ai film a cura di don Italo Uberti e P. Fabrizio Colombo. Ingresso Libero.

PROGRAMMA:

Profeti (Alessio Cremonini, 2023)
Mercoledì 3 aprile ore 20.30 e sabato 6 aprile ore 16

Sara Canova è una giornalista italiana che vive da un anno in Egitto e sta facendo un servizio in Siria sulle donne che lottano contro l’Isis in quanto “regime di oppressione femminile”, quando viene catturata dai fondamentalisti islamici e fatta prigioniera. La sua detenzione sarà destinata a durare molti mesi, passando dalla prima linea del combattimento ad un campo di addestramento nel Califfato in cui dividerà l’alloggio con Nur, una giovane donna nata in Siria ma cresciuta a Londra, e andata in sposa (volontariamente) a un muhajid, ovvero un miliziano della jihad. Se da un lato Sara è atea e senza marito o figli, dall’altro Nur è devota al coniuge con cui sogna di creare una famiglia e ad Allah, senza se e senza ma.


Maternal (Maura Delpero, 2019)
Mercoledì 10 aprile ore 20.30 e sabato 13 aprile ore 16

L’Hogar, un centro religioso italo-argentino per ragazze madri, è un luogo paradossale in cui la maternità precoce di giovani madri adolescenti convive con il voto di castità delle suore che le  hanno accolte, tra regole rigide e amore cristiano. Suor Paola è una giovane suora appena arrivata a Buenos Aires dall’Italia per finire il noviziato e prendere i voti perpetui. Lu e Fati, entrambe diciassettenni, sono bambine bruscamente trasformate in madri. Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le proprie vite e il proprio rapporto con la maternità.


Il colore viola (Blitz Bazawule, 2023)
Mercoledì 17 aprile ore 20.30

Nella Georgia segregazionista del primo Novecento, Celie e Nettie sono sorelle e sono inseparabili. Almeno fino al giorno in cui il padre incestuoso non ‘svende’ Celie al peggior offerente, Albert, un uomo alcolizzato e violento. Celie sopporta tutto, i colpi, le umiliazioni, i figli del primo matrimonio. Ma un bastimento di vita e di amore bussa finalmente alla sua porta. Col vento del Sud arrivano Sofia, futura ‘nuora’ dalla personalità debordante che prende (letteralmente) a pugni il patriarcato, e Shug Avery, cantante blues indipendente e sensuale che insegna a Celie la bellezza e l’amore per se stessa. La loro presenza risveglia in lei sentimenti e desideri mai sospettati. Celie decide allora di vivere la sua vita. Imbarcata per Memphis, trova l’emancipazione e ritrova gli affetti perduti.


Padre Pio (Abel Ferrara, 2022)
Mercoledì 24 aprile ore 20.30 e sabato 27 aprile ore 16

Il film racconta, in montaggio alternato, la storia del giovane Padre Pio da Pietrelcina e dei cittadini di San Giovanni Rotondo negli anni del primo dopoguerra. L’intero film ruota attorno ai tragici eventi dell’eccidio avvenuto nel 1920, in cui persero la vita quattordici persone, perlopiù appartenenti al Partito Socialista. Le tensioni del biennio rosso e le sofferenze della massa contadina locale si intrecciano, senza mai realmente fondersi, con la figura del giovane Padre Pio già segnato dalle esperienze di dolore che caratterizzeranno l’intera vita del santo cappuccino. Le tentazioni e la lotta col demonio, la vicinanza spirituale ai fedeli, il ministero della confessione sono alcuni dei tratti della figura del santo che il film sceglie di mettere in luce e raccontare.

 


L’oratorio è il luogo dell’accoglienza, dell’incontro e della benedizione. È la locanda che ospita tutti. È il luogo della “rivoluzione culturale” che – ci auguriamo – può diventare modello credibile  per la nostra società. Gesù – buon samaritano – cerca, visita, a tutti si fa prossimo; lui che sempre abbatte i sentieri e rimuove le barriere ideologiche e sociali. Locanda (pandochéion) è il termine greco che usa l’evangelista Luca: vuol dire letteralmente “che accoglie tutti”, “dove tutti sono accolti”. L’oratorio accoglie tutti, perché tutti sono stati cercati, visitati, invitati. Il sogno è che le persone con disabilità siano protagoniste delle nostre realtà e la loro presenza ci ricordi la missione originaria della Chiesa che si rivolge da sempre ai poveri, ai deboli e ai fragili.

Un luogo ospitale

L’ospitalità dell’oratorio non si limita alla buona educazione o alla cortesia verso gli ospiti, ma costituisce un fondamento teologico del suo esserci. Dio è Colui che ci accoglie, la sua paternità è ospitale nei confronti di tutti. L’oratorio abbraccia tutti, perché crede in un Dio che è Padre di tutti e accoglie indistintamente. Un principio teologico che diventa operativo per azioni concrete radicate in motivazioni spirituali profonde.

Uno sguardo nuovo

Lo sguardo comunica molto di quello che si pensa: la diversità ci fa paura. Occorre educare il pensiero, liberarci da alcuni pregiudizi e imparare a guardare l’altro non a partire dal suo limite e dalla sua fragilità, ma dalla sua bellezza, dal suo essere una persona meravigliosa, unica e preziosa; bisogna imparare a scoprire come ci guarda Dio. La sfida è riuscire a cambiare lo sguardo. Accogliere le persone con disabilità è una questione di occhi nuovi perché dipende dalla percezione e dall’atteggiamento che assumiamo nei loro confronti. Com’è il nostro sguardo nei confronti di chi è più fragile? Uno sguardo che esclude, insistente, discriminante, pietoso o indifferente, oppure inclusivo, spontaneo, aperto, empatico e sorridente? Il segreto sta nel mettersi in gioco per entrare in relazione.

Il compito della comunità

Chi deve attivare dinamiche e percorsi di inclusione? Tutti. È la comunità che offre mani operose e cuore sensibili. È il nostro compito. L’inclusione diventa così un’arte delicata e artigianale, fatta di gesti e pensieri che permettono all’altro di vivere e abitare gli ambienti serenamente; passa attraverso la costruzione di un contesto promettente che trasmetta vita e autenticità. L’accoglienza nella Chiesa della sinodalità non può mancare perché ne esprime la verità e fa percepire il profumo del Vangelo (cfr. Lettera Pastorale 2023-24 del vescovo Pierantonio Tremolada “Uomini e donne in cammino”). A ciascuno di noi è consegnata la grande responsabilità, personale e comunitaria, che cambia il senso e il significato della vita: possiamo essere promotori di percorsi di sostegno e speranza che aiutano le persone a realizzarsi come uomini e donne oppure, al contrario, diventare elementi che ostacolano questo percorso di realizzazione umana.

Passi possibili

Un approccio che valorizza l’inclusione inizia con il riconoscimento che ogni individuo ha qualcosa di unico e prezioso da offrire alla comunità. Uno sguardo inclusivo non si sofferma su ciò che manca o su ciò che è diverso, ma piuttosto celebra la diversità come una ricchezza e una fonte di arricchimento per tutti. Bisogna creare ambienti, opportunità e risorse che permettano alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita sociale, educativa e oratoriana. Si tratta di ascoltare le loro esigenze, comprendere le loro sfide e lavorare insieme per superare gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione.

Progettazione universale

Uno dei modi più efficaci e semplici per andare nella direzione di un approccio sempre più inclusivo nei nostri oratori è quello che prende il nome di “progettazione universale”. Quando
parliamo di progettazione universale stiamo pensando a progetti che siano già adatti a tutte le persone, in modo da evitare – anche a livello progettuale – la distinzione tra chi ha una disabilità
e chi è senza disabilità. È più semplice agire così, piuttosto che fare progetti da modificare in seconda battuta, sulla scorta delle difficoltà di chi partecipa. Per esemplificare cosa si intende per
progettazione universale in oratorio pensiamo a – in fase di ristrutturazione – a mettere una rampa adatta alle persone in sedia a rotelle, oppure allo scrivere il numero dei piani in modo semplice e con la scrittura che sia leggibile anche da chi non vede, mettere cartelli semplici, scrivere le parole con caratteri più grandi in modo che tutti possano leggere chiaramente, segnare gli ambienti con la CAA (comunicazione alternativa e aumentativa) e tante altre accortezze utili e fruibili per tutti. Attraverso piccoli gesti, parole di incoraggiamento e azioni concrete di  sostegno, possiamo tutti contribuire a fare la differenza.

Non basta la buona volontà

L’accompagnamento e la cura dei ragazzi, e in particolare dei ragazzi che presentano delle fragilità, non possono essere basati solo sulla buona volontà, la premura e la disponibilità. Sempre più spesso catechisti ed educatori avvertono la necessità di una formazione specifica, a sostegno del loro servizio, che indichi un serio orientamento ed eviti l’improvvisazione. È necessario oggi gestire la complessità delle situazioni stabilendo legami con il territorio e con le associazioni formando una rete di collaborazione e mutuo aiuto. È importante chiedere aiuto e beneficiare delle competenze e della generosità altrui per una condivisione fattiva. Anffas Brescia, in collaborazione con il Comune di Brescia, con Fobap, con l’Ufficio Scolastico territoriale e con il nostro Centro Oratori ha avviato un processo virtuoso di sensibilizzazione costruendo un volantino destinato agli enti per la raccolta delle buone prassi in essere e uno destinato alle famiglie con le indicazioni normative e le possibilità che i nostri territori offrono. È sempre opportuno, inoltre, coinvolgere l’ente pubblico di fronte a progetti di inclusione – a volte anche molto semplici – ma che necessitano di essere sostenuti, anche economicamente. Infine, di fronte soprattutto a progetti specifici (penso ad esempio al Grest, ma anche ai doposcuola, etc), nei quali è necessario
prevedere la presenza di personale qualificato che possa accompagnare in modo professionale i ragazzi con disabilità è bene attivarsi per tempo, con le famiglie e nella ricerca degli educatori: uno dei temi particolarmente delicati degli anni che stiamo vivendo riguarda proprio la disponibilità di figure educative competenti che possa aiutarci nel sostenere la presenza di ragazzi che necessitano di un accompagnamento.

Comunità educative capaci di accogliere

Siamo chiamati insieme a edificare comunità educanti capaci di accogliere tutti i ragazzi, soprattutto i ragazzi che hanno qualche fragilità e fatica per mostrare al mondo e alla società la profezia di una nuova umanità. L’oratorio diventa così una palestra e un laboratorio di cura e di prossimità dove l’altro è un dono da accogliere, valorizzare e da benedire.